1 Introduzione

1.1 Scopo del lavoro

I fenomeni franosi costituiscono una fra le principali cause naturali di rischio per l’incolumità di beni e persone. Nel corso dell’ultimo trentennio si è preso di coscienza dell’importanza sociale di questo fenomeno e si è sentito più forte il bisogno di possedere documenti attendibili per la pianificazione territoriale: questa necessità ha fornito l’impulso per la ricerca di nuove tecniche per realizzare carte della pericolosità da frana.
L’obiettivo che si è cercato di raggiungere in questa Tesi di Dottorato è stata l’elaborazione di un nuovo metodo per la realizzazione di carte della pericolosità da frana che superasse, almeno in parte, alcuni dei limiti individuati nei metodi attualmente in uso.

1.2 Definizione della terminologia

L’analisi della bibliografia ha messo in evidenza che, nell’ambito della problematica di valutazione della pericolosità da frana, non esiste una coerenza estrema nell’uso della terminologia. Capita abbastanza spesso infatti che una stessa espressione venga usata da due autori con un significato differente. Al fine di non generare confusione, è stato deciso di dedicare il primo capitolo alla definizione dei termini usati nel seguito del lavoro.

1.2.1 I parametri condizionanti

Valutare la pericolosità da frana dei versanti di un’area costituisce sempre un problema di non facile soluzione: esistono infatti molte variabili che interagendo in vario modo fra di loro contribuiscono a modificare le condizioni di stabilità dei versanti. Nessun metodo può tenere in considerazione tutte le variabili presenti nel sistema e pertanto, nel momento in cui ci si accinge ad elaborare una carta del pericolo da frana occorre scegliere, fra tutti i parametri che influenzano la stabilità dei versanti, quelli che si ritiene che possano condizionare in modo più significativo la valutazione. La scelta dei parametri è influenzata da molti fattori fra i quali il tipo di approccio metodologico che si sceglie di utilizzare, gli scopi per i quali viene realizzata la carta, la scala, il grado di precisione richiesto, i dati a disposizione, ecc. La Tabella 1 mostra a titolo di esempio i parametri scelti da 4 autori per realizzare carte della pericolosità da frana.

Parametri carte pericolosità

Nel presente lavoro, i parametri che si decide di tenere in considerazione per la realizzazione di una carta della pericolosità vengono definiti parametri condizionanti. Nell’elaborazione di una carta della pericolosità, la scelta dei parametri condizionanti è quasi sempre la prima operazione che deve essere compiuta.

1.2.2 Le classi e i punteggi

I parametri condizionanti usualmente scelti per calcolare la pericolosità da frana appartengono a categorie molto diverse fra di loro (Tabella 1). Alcuni possono essere descritti tramite valori numerici (es.: inclinazione del versante, esprimibile in gradi; distanza del pendio dal crinale, esprimibile in metri), mentre per altri è possibile solo una descrizione qualitativa (es.: copertura vegetale, esprimibile con termini come “bosco fitto”, “prato”, ecc). Per riuscire ad inserire le informazioni (numeriche e qualitative) all’interno di una formula e permettere il calcolo di un valore numerico che esprima la pericolosità da frana, è pertanto necessario individuare un criterio per uniformare i dati.
Il metodo più comunemente utilizzato consiste nel suddividere la gamma di valori assunti dai vari parametri in classi e nell’attribuire un valore, definito punteggio, ad ogni classe individuata. L’operazione di suddivisione dei parametri condizionanti in classi prevede la seguente serie di passaggi. Per ogni parametro coinvolto nella valutazione se ne individuano i valori estremi all’interno dell’area di studio. In Figura 1, a titolo esemplificativo, sono stati considerati 2 parametri (copertura vegetale e inclinazione del versante) ed è stato supposto che nell’area la massima intensità di copertura vegetale fosse rappresentata dalla presenza di “bosco fitto” mentre la minima copertura fosse rappresentata da aree senza substrato pedogenetico in cui affiorava direttamente la roccia. Per quello che riguarda l’inclinazione dei versanti si è supposto che il versante più inclinato raggiungesse i 50° mentre l’area meno inclinata (un terrazzo alluvionale, per ipotesi), si potesse considerare suborizzontale (0°). Il campo di variabilità di ogni parametro viene quindi suddiviso in un certo numero di intervalli:

Tecnica attribuzione punteggi parametri

ogni intervallo viene chiamato classe. Nel caso del presente esempio i parametri “copertura vegetale” e “inclinazione del versante” sono stati suddivisi entrambi in 3 classi1. Nel momento in cui si individuano i limiti delle classi, occorre fare in modo che le classi estreme (“bosco fitto - bosco rado” e “roccia affiorante” per quello che riguarda il parametro “copertura vegetale”; “0° - 15°” e “36° - 50°” per quello che riguarda “inclinazione del versante”) contengano i valori minimi e massimi assunti dal parametro all’interno dell’area di studio (“bosco fitto” e “roccia affiorante” per quello che riguarda il parametro “copertura vegetale”; 0° e 50° per quello che riguarda il parametro “inclinazione del versante”). Individuate le classi, si ordinano in modo che la prima sia quella più favorevole ai fini della stabilità di un versante (“bosco fitto – bosco rado” e “0° - 15°” nel caso dell’esempio di Figura 1) e l’ultima la più sfavorevole (“roccia affiorante” e “36° - 50°”). Quindi per ogni parametro si stabilisce un punteggio minimo, da assegnare alla classe più sfavorevole e un punteggio massimo, da assegnare alla classe più favorevole2. Nel caso dell’esempio per la copertura vegetale come punteggio minimo è stato scelto 1, mentre come punteggio massimo 5; per l’inclinazione del versante come punteggio minimo è stato scelto 0 mentre come punteggio massimo 8. I criteri da adottare per la scelta dei punteggi minimi e massimi da assegnare ai parametri coinvolti nella valutazione dipendono dal metodo scelto per effettuare la valutazione della pericolosità. Spesso la scelta viene effettuata in modo arbitrario, sulla base dell’esperienza dell’operatore; altre volte si usano dei criteri statistici (punto 2.2.2). Alle classi intermedie vengono associati punteggi compresi fra il valore minimo e massimo stabilito per il parametro (3 nel caso del “prato” e 5 nel caso della classe “16° - 35°). La Tabella 2, tratta da Crovato et al., (1996) mostra un esempio tratto da un caso reale di attribuzione di punteggi ai parametri coinvolti nella valutazione della pericolosità da frana. Nel caso specifico la carta è relativa alla fascia costiera dell’Argentario.

Esempio attribuzione punteggi parametri

1 Nel caso dell’esempio di Figura 1, per entrambi i parametri è stata eseguita una sudduvisione in 3 classi. Nella realizzazione di una carta della pericolosità da frana però, il numero delle classi individuate non è detto che debba essere lo stesso per tutti i parametri. Ad esempio Panizza et al. (1997) per la valutazione della pericolosità da frana in terra individuano 12 parametri condizionanti: per 6 di questi è stata operata una suddivisione in 5 classi (es. “intensità sismica (MCS)”: <6, 6-7, 7-8, 8-9, >9) mentre per i restanti 6 è stata operata una suddivisione in 3 classi (es. “precedenti fenomeni di instabilità”: nessuno, frana quiesciente, frana attiva).

2 Volendo, il criterio di attribuzione dei punteggi può essere invertito: alla classe più favorevole può venire associato il punteggio maggiore mentre alla più sfavorevole il punteggio minore (Tabella 2). La cosa importante è che il criterio di attribuzione dei punteggi sia uguale per tutti i parametri coinvolti nella valutazione.