strutturare una falda semi-confinata

Discussioni su problemi teorici e pratici di idrogeologia. Sfruttamento e gestione dell'acqua. Professione e didattica universitaria. Acqua e ambiente.

Re: strutturare una falda semi-confinata

Messaggioda danbart » 20/04/2011, 23:52

Ti ricordi mica che sito era? Ho letto di sistemi per intrappolare la nebbia o stagni di rugiada e quello magari non lo conosco. Io comunque sono in un ambiente molto umido, solo che la pendenza delle valli è leggera e l'acqua s'aggrotta nel giro di poco. Se però come dici si può condensare l'umidità dall'aria, visto che gli alvei sono troppo ricchi di sostanza organica forse converebbe far prosciugare il più possibile il terreno, mantenendo la flora ripariale utile al flusso minimo, facendo (come notavo tempo fa in liguria) canaletti di sgrondo. Questo non pregiudicherebbe l'umidita latente(non so se si chiama così quel tenore di rugiada medio e umidità portata dai venti ed eviterebbe il superamento del limite di Atterberg delle zolle più franose.
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Laghi di rugiada

Messaggioda bernagozzi » 28/04/2011, 14:54

Come ti dicevo esiste una tecnica pe condensare l'umidità direttamente dall'atmosfera sfruttando la differenza di temperatura fra il giorno e la notte.

Alcune informazioni le puoi trovare a questo indirizzo. In particolare ti consiglio di guardare la sezione "stagni di rugiada", che illustra un metodo per la realizzazione di uno stagno per condensare l'umidità dell'aria.
Saluti!
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Re: strutturare una falda semi-confinata

Messaggioda danbart » 03/05/2011, 8:45

Avevo già trovato quel sito, interessante, spero di trovare il tempo di farlo prima o poi. La cosa che però potrebbe essere approfondita è l'analisi dei percorsi che si trovano naturalmente nei boschi, sempre riguardo l'umidità ,ai quali vertono gli interessi di qualsiasi organismo presente(organico e inorganico)e a cui noi non facciamo caso. Dovremmo interagire con ciò che già assorbe questi venti umidi ai fini di non farli interrare o assorbire, veicolandoli negli alvei incrementando il flusso minimo vitale. Vidi anni fa un filmato di uno in Amazzonia che, nella foresta umidissima, si impegnava nel far scorrere acqua da un bozzetto a un altro, dicendo che ciò era utile per mantenere una sorgentella ; a noi questo atteggiamento parrebbe superfluo ma credo che nei luoghi adatti darebbe un buon aiuto per utilizzare al meglio le fonti naturali. ciao
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Re: strutturare una falda semi-confinata

Messaggioda danbart » 05/09/2011, 21:34

Ho riletto la discussione e ti ringrazio molto per le dettagliate risposte che hai dato, malgrado scriva un pò confuso. Oggi notavo che dopo le piogge(a parte il solito zampillo che dicevo) defluiva parecchia acqua dal tubo drenante( foderato di tessuto) che contorna la mia casa, interrato da 1 a 2 metri per 35 metri di circonferenza. E' giusto farlo svuotare più in fretta possibile o andrebbe regimato per garantire una pressione da (appunto)falda semi-confinata? Come posso evitare che le radici del vicino Olmo, si infilino nel tubo ? ciao
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tubo drenante

Messaggioda bernagozzi » 07/09/2011, 9:19

Un tubo drenante di solito ha l'estremità da cui defluisce l'acqua aperta. Cioè quando l'acqua entra nel tubo drenante, scorre all'interno del tubo e defluisce liberamente all'uscita del tubo per versarsi nella fogna o nello scarico.
Dopo le piogge è abbastanza normale che si verifichi un incremento della portata del tubo di drenaggio. L'acqua di percolazione superficiale infatti raggiunge rapidamente il tubo e quindi è normale un rapido incremento delle portate.
In linea di massima non si ostacola il deflusso dal tubo in quanto si limiterebbe la sua azione drenante. Potresti, in teoria, mettere un rubinetto all'uscita del tubo e regolare il deflusso, ma non vedo il senso, perderebbe un po' di significato il dreno.
saluti!!
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Re: strutturare una falda semi-confinata

Messaggioda danbart » 07/09/2011, 21:33

Forse vicino casa non è il caso ma, visto che i terreni vicini( poco a valle) hanno delle artesiane,il tenere il tubo pieno in certe stagioni umide potrebbe servire ad attirare le acque di percolazione che li raggiungono. Se funzionasse potrei rifare questo sistema (che dalle mie parti chiamano chiavica )a lato di un "dente" di roccia che affiora nel mio terreno distante da casa, dove in qualche modo credo le acque si concentrano qualche metro sotto terra.
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Re: strutturare una falda semi-confinata

Messaggioda danbart » 18/10/2012, 22:47

Sempre ripensando ad attirare acque di percolazione nel tubo drenante,pensavo questo:
la persistenza di acqua in un bacino è regolata, oltre che da venti, temperatura e tessitura del fondale, dall' adduzione proveniente da zone più secche in grado di imbibire il corpo idrico. Per non farlo evaporare o sparire nel terreno escludo la possibilità troppo invasiva di aggiungere direttamente acqua perchè modificherei troppo la struttura delicata del" microclima" interno ad esso e cerco di creare una relazione tra uno o più punti più lontani possibili in grado di mantenere una velocità di conduzione ( non so se si può chiamare così)idonea confinata tra zone adatte a non fermare quest'onda magari subsidente, lenta ma capace di compensare il prosciugamento della pozza. In un circuito del genere si potrebbe immettere piccole quantità di acque di scarico (biodegradabili ) senza modificare eccessivamente il B.O.D. del percorso di ricarica ma intervenendo solo con fito-depurazione nel bacino ? In pratica come viene già fatto ma usando le scoline come filtro...
grazie e ciao
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Re: tubo drenante

Messaggioda danbart » 29/04/2013, 23:02

bernagozzi ha scritto:.... Potresti, in teoria, mettere un rubinetto all'uscita del tubo e regolare il deflusso, ma non vedo il senso, perderebbe un po' di significato il dreno.
saluti!!

La regolazione dell'uscita dal tubo drenante, consentirebbe alla temperatura della tessitura del terreno nella zona emunta, di alzarsi unitamente a quella dell' acqua, anziche rimanere solo in relazione coll'abbassamento di falda. Simulerebbe uno stramazzo di un pozzo senza superare la soglia limite della ricarica.
:idea: In pratica sto cercando di dire che la trama della tessitura si costituisce anche con microclimi non necessariamente legati al passaggio di liquidi e cioè che è importante preservare risorgive periodiche anche nei periodi di secca.
Poi sarebbe da limitare la comparsa in periodi secchi di crepe intorno al tubo e incrementare muschi e flora ripariale nella zona per garantire il minimo calore nel sottosuolo. Intorno ai pozzi so che si usa tendere a metter cemento per evitare di contaminare la falda con infiltrazioni; la stessa cosa andrebbe penso curata per i drenaggi in zone umide che inevitabilmente in estate son soggette ad essere influenzate dall'esterno più prossimo. Mantenere una temperatura costante ( e questo lo promuoverebbe il dosaggio del "flusso minimo vitale" ) se la zona è già tendente a captare diversi flussi subsidenti nella collina non è cosa inutile . ciao
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